Storie in gioco, dal Powerball
al Jackpot del SuperEnalotto

mavis_powerball

Cinque numeri più uno: 6, 7, 16, 23 e 26, più il numero Powerball, 4. Qualcuno nella stazione di servizio di Pride Station&Store della cittadina di Chicopee, Massachusetts, per scherzo o con speranza, ha comprato un biglietto e li ha giocati, in attesa della consueta estrazione serale. Questo qualcuno, protagonista di una storia bizzarra e tremendamente umana, ha il nome di Mavis L. Wanczyk.

Negli ultimi giorni si è molto scritto di lei e dell’incredibile svolta che ha avuto la sua vita. Si è parlato della sestina vincente, della fatidica notte di mercoledì 23 agosto, quando insieme all’amico Rob, lungo la strada per il parcheggio, si sono fermati a chiacchierare del più e del meno. Si è parlato di come improvvisamente la conversazione sia finita sul Powerball e sulla coincidenza (o forse normalità) dell’aver giocato entrambi.

Si è parlato dell’incredulo “Sono i miei” sussurato da Mavis con voce spezzata alla vista dei numeri della matrice estratta e del sorriso confuso di Rob. Perché questa volta le sei palline più inseguite d’America hanno centrato le caselle degli anniversari più importanti per Mavis, i numeri da lei giocati; un gesto comunissimo, lasciarsi guidare da alcuni eventi significativi e affidarli al vortice della fortuna. Eppure è successo.

Si è parlato, poi, di quella somma da capogiro, i 758,7 milioni di dollari (circa 642 milioni di euro), il più alto premio mai pagato da una lotteria negli Stati Uniti, diventati poi 336 per la scelta di Mavis di volerli tutti subito e non divisi in 30 anni. E come non parlare, poi, di quella sua dichiarazione, così vera e spontanea da immedesimarcisi in un istante: “Ho chiamato in ufficio per dire che non sarei tornata”.

Che l’abbia fatto per notorietà o per istinto, Mavis ha raccontato senza filtri la sua storia, senza tralasciare dettagli. C’è chi ha applaudito il suo coraggio e chi ha condannato il suo comportamento. Eppure chissà se il successo di questo caso mediatico, oltre all’eccezionalità del premio vinto, stia proprio nell’aver raccontato, fattore che accomuna quasi sempre tutti i vincitori del Powerball americano. È così che il mondo ha improvvisamente riscoperto che a vincere è stata una persona comune, con una vita simile a quella di tante altre, e che affermando al microfono “Non tornerò più a lavorare” ha dato voce a un pensiero condiviso da tanti.

L’esposizione totale come in questi casi è certamente un tratto distintivo della cultura del gioco americana, così peculiare ed esuberante da risultare talvolta in netto contrasto rispetto a tanti altri contesti di lotterie. In Italia il Jackpot del SuperEnalotto  continua storicamente a tenere col fiato sospeso milioni di “Mavis” che, allo stesso modo, giocano i numeri degli anniversari delle loro vite, quelli sfumati di un sogno notturno, o quelli distrattamente annotati con istinto al margine di una rivista.
I fortunati detentori del “6” più conteso d’Italia rimangono nascosti dietro l’aurea misteriosa del “nuovo milionario”, solleticando la fantasia dei media che si divertono a ricostruire ipotetici identikit dei vincitori. Un turista passato per caso o un residente del posto, chi può dirlo?

Quello che è certo è che per ogni concorso, da Nord a Sud della penisola, circa il 71,5% degli italiani gioca con un importo di soli 2 euro e il 96,9% delle schede ha invece un importo di 5 euro: cifre davvero basse con cui provare ad accaparrarsi il Jackpot o vincite minori ma che comunque alimentano la speranza che una vita migliore sia possibile. Basti pensare che la vincita dello scorso ottobre di Vibo Valentia, la più alta in assoluto mai distribuita dal SuperEnalotto ad un’unica persona, è stata ottenuta con una giocata di soli tre euro.

Contrariamente all’ex fidanzato di Mavis, poi, che l’avrebbe lasciata per “andare verso una vita migliore” e che probabilmente oggi la penserebbe in modo diverso, è capitato che alcuni vincitori del SuperEnalotto decidessero di intestare l’intera somma acquisita alla moglie o al marito. Una prova d’amore di sicuro impareggiabile, no?
E mentre l’attuale casa di Mavis è sorvegliata dalla polizia per ovvi motivi di sicurezza, il SuperEnalotto continua a baciare la vita di tante persone che, silenziosamente, si lasciano coccolare da somme da capogiro mentre il resto degli italiani vorrebbero, con entusiasmo e un pizzico d’invidia, riempirli di domande, forse proprio per convincersi della normalità e casualità di un evento che potrebbe accadere a ognuno di noi.

R.S.

SHARE THIS